ROMA. Mitreo di via Giovanni Lanza.
Roma, Musei Capitolini, inv.2976
Da Roma Esquilino, Mitreo di via Giovanni Lanza presso la chiesa di San Martino ai Monti (1885)
Marmo bianco a grana grossa
Alt. 32,5 cm.; lungh. 44 cm.; spess. 3,8 cm.
Lastra quadrangolare con campo a forma di arco ribassato, occupato da un bassorilievo raffigurante Mitra tauroctono, accompagnato – come di consueto – dal serpente, dal cane, dallo scorpione, dal corvo messaggero dek Sole, infine dalle protomi di Sol con corona radiata e di Selene con crescente lunare; il dio, giovane e imberbe, indossa l’usuale abbigliamento orientale; per il particolare della zampa anteriore sinistra del toro, sillevata in aria nell’estremo tentativo di rialzarsi, lo schema iconografico del rilievo è riconducibile al gruppo C 1 della Bewegungsphase nella classificazione proposta da Volkommer (Volkommer 1991; Volkommer 1992, p. 599, n. 134).
La lastra, datata al 200 d.C., appartiene al piccolo mitreo sotterraneo rinvenuto, insieme a un iseo, a Roma nella domus tardoantica di via Giovanni Lanza (area degli Horti Maecenatis), allestito con sculture di reimpiego in ambienti precedentemente adibiti a cantina (oltre al rilievo mitraico, statuette di Cautopates di fine II e III secolo d.C. e un capitello ionico rovesciato come altare; S. Ensoli in Aurea Roma 2000, pp. 524-525, nn. 162-163).
La convivenza nella residenza patrizia dei culti di Iside e Mitra, oltre a ribadire una distinzione fra pratiche cultuali di destinazione femminile (Iside) e maschile (Mitra), depone a favore di strette connessioni tra le due divinità, sia per l’identificazione (almeno a partire dall’età di Caracalla) di Mitra con Serapide, sia per la presenza di dèi alessandrini in taluni mitrei (per esempio nei Castra Peregrinorum) e di Mitra in santuari isiaci (M. Papini in Rito segreto 2005, p. 274.
Datazione: 200 d.C.
Bibliografia:
– Volkommer 1992, p. 599, n. 134;
– Aurea Roma 2000, p. 524, n. 161 (S. Ersoli, con bibliografia precedente);
– Ambrogio e Agostino 2003, pp. 312, 414, n. 233 (S. Ersoli);
– Rito segreto 2005, p. 274 (M. Papini);
– Rivoluzione dell’immagine 2007, p. 112 (F.P. Arata).
Fonte: “Costantino 313 d.C., Electa, Milano 2012, p. 222” – Catalogo mostra a Palazzo Reale a Milano 2012/2013
Tratto da “Roma Sotterranea” di Simone Santucci
Negli scavi del 1883, a quattro metri di profondità in via Giovanni Lanza 128, dietro alla chiesa di san Martino ai Monti del quartiere esquilino, emerse una ricca domus di epoca Costantiniana, di cui successivamente si rinvennero una biblioteca e un ninfeo.
Detti ambienti, in un tempo remoto già adibiti a cantina, erano accessibili da una porta con architrave in travertino e due rampe di scale, e contenevano una piccola edicola domestica con le statue di culto originarie.
Questo larario era però già frutto della trasformazione di un sacello isiaco a carattere privato del II sec. d.c.
Nel larario si conservavano infatti diciassette statue di divinità e lari domestici, tra cui Iside-Fortuna, Serapide, Ercole, Horus-Arpocrate, Afrodite, Dioniso, Apollo, Ecate, Cibele e alcune statuette di lares familiari.
Possiamo conoscere l’aspetto dell’edicola solo grazie alla litografia del Ronci che la disegnò prima che l’edicola venisse ignorantemente abbattuta. Accanto al larario un altro passaggio introduceva ad una scala che immetteva ad un ambiente ancora sottostante, più antico del resto della domus.
Qui le pareti si presentavano in opera reticolata e doveva trattarsi di un ambiente di servizio, che nel IV sec. venne riadattato a mitreo.
Al suo interno con grande stupore vennero trovati ancora al loro posto elementi votivi ed oggetti legati al culto mitriaco. Ai piedi della prima rampa di scale due nicchie alloggiavano le statuette dei due portatori di fiaccola Cautes e Cautopates.
Sopra una tavola di marmo sorretta da due mensole, anch’esse marmoree, invece era poggiato il rilievo di Mitra che sacrifica il toro (Mitra tauroctono).
In piccole cavità nei muri vennero rinvenute lucerne ed i resti di sette torce che dovevano alludere ai sette gradi di iniziazione del culto mitraico. Al centro dell’ambiente era posto un capitello ionico che fungeva da altare.
(RODOLFO LANCIANI – Ancient Rome in the light of recent discovertes – London 1888)
Data ultima verifica: 27 dic 2024
Rilevatore: Feliciano Della Mora



