SIRACUSA. Mitreo nella borgata S. Lucia (non accessibile).

Ipogeo consacrato al culto di Mitra. Bene sottoposto a vincolo archeologico ex art.10 D.lgs. 42/04, vincolo diretto. (da scheda di rilevazione n. 251 Piano Paesistico della Provincia di Siracusa – Beni Archeologici). Sito in Via Piave.

“L’esistenza di un santuario mitriaco nella borgata S. Lucia è attestata da una serie di documenti e di monumenti conservati nel locale Museo archeologico. I documenti consistono nella relazione inedita dello scopritore, prof. P. Orsi, contenuta in uno dei «Quaderni dell’archeologo», ed in una serie di disegni di R. Carta, tracciati a matita su un piccolo album del quale occupano due fogli. Trascriviamo la prima e descriviamo i secondi, che pubblichiamo nella fedele riproduzione, nel rispetto delle proporzioni, compiuta per noi dal disegnatore del Museo, sig. Umberto Lazzarini. Un particolare ringraziamento al Soprintendente, Prof. Luigi Bernabo-Brea, che ci ha rivelato l’esistenza dei disegni e liberalmente permette la pubblicazione di tutto il materiale inedito.

a) Dal Quaderno Orsi Inv. n. 57901-Sic.148 con data 14 aprile 1931.
«Si è scoperto a S. Lucia presso l’antico mulino Puleio un ipogeo non funebre con tracce di pitture e stucchi, che niente ha a che vedere con le catacombe, ma che è ridotto in condizioni deplorevolissime.
Si aggiunga che al di sopra di esso si vogliono costruire due casette, anzi si stanno costruendo e si intende trasformare il vano in cloaca di latrina e cucina, al che ho posto un veto assoluto.
Ma le difficoltà per salvare questo pregevole per quanto rovinatissimo monumento sono parecchie e costose. Sto studiando e provvedendo.

b) Dai disegni di Rosario Carta.
(1) II primo disegno, privo di misure e contenente soltanto le linee perimetrali dell’edificio, l’orientamento del medesimo ed alcune indicazioni di massima (lucernaio, nicchia, ingresso antico, ingresso attuale, pozzo) è sormontato dalla seguente dichiarazione: «Siracusa – Santuario mitriaco sotto le costruende case di Tavano Pasquale ed Emilio Maiorca nella borgata S. Lucia.
II riferimento all’ubicazione dell’edificio ed alle «costruende case» concorda con la notizia dell’Orsi, così come conformi a questa (che parla di «tracce di pittura e stucchi») saranno gli elementi forniti dagli altri, più precisi disegni (tracce di basso rilievo in stucco dipinto I), residui di colori e affreschi). Tutto ciò non permette dubbi riguardo al fatto che i due documenti si riferiscano ad un unico ed identico monumento.
(2) II disegno seguente è corredato da tutta una serie di precise misure e di utili indicazioni sulle caratteristiche residue del monumento.
L’edificio è orientato, nel senso della lunghezza, in direzione Est-Ovest e risulta formato da tre sezioni che si susseguono senza alcuna soluzione di continuità e che denomineremo rispettivamente a – f1- y. (Le indicazioni in lettere greche sono aggiunte da noi a quelle del Carta, autore dei disegni originali).
La sezione a misura m 3,80 di lunghezza e m 4,15 di larghezza; nella parete Nord si apre quello che R. Carta indica come «ingresso attuale» (larg. m 1).*

*Testo tratto da:
Sfameni Gasparro Giulia, Il Culto di Mithra, in: “I culti orientali in Sicilia”. Brill, 1973, pp. 281-94

Vedi allegato: Il culto di Mitrha a Siracusa