SIRIA. Dura Europos. Il mitreo.

Dura Europos era un’antica città della Mesopotamia, situata nell’odierna Siria, vicino al villaggio di Salhiyah. Fondata da Seleuco I Nicatore intorno al 300 a.C. sulla riva destra del fiume Eufrate, Dura Europos occupò una posizione strategica lungo le rotte commerciali tra est e ovest. La città cambiò padrone diverse volte nel corso della sua storia, passando sotto il dominio dei Seleucidi, dei Parti, dei Romani e infine dei Sasanidi.
Nel 1928, durante gli scavi archeologici a Dura Europos, fu scoperto un Mitreo, un tempio dedicato al dio Mitra. Il Mitreo di Dura Europos è considerato uno dei templi mitriaci meglio conservati e meglio documentati al mondo.
Il tempio è situato nella parte nord-occidentale della città, vicino alle mura cittadine, grazie al terrapieno difensivo situato tra le torri n. 23 e n. 24.

Il Mitreo di Dura Europos fu costruito tra il 168 e il 171 d.C. da un distaccamento della legione romana III Parthica, che coinciderebbe con le campagne partiche di Lucio Vero. Il tempio è un edificio rettangolare con un’unica abside. In questa fase era pur sempre una camera in una casa privata. Fu ampliato e rinnovato tra il 209 ed il 211, e la maggior parte degli affreschi sono di questo periodo.
Le pareti del tempio erano decorate con affreschi che raffiguravano scene della mitologia mitriaca, tra cui la nascita di Mitra, la tauroctonia (il sacrificio del toro) e il banchetto di Mitra.
Il tabula ansata contenente 210 offerte è dell’epoca di Settimio Severo, Caracalla e Geta. La costruzione fu affidata ad un centurio principe praepositus delle vexillationes della legio IIII Scythica e legio XVI Flavia Firma.
Il Mitreo fu ampliato nel 240, ma nel 256 con l’assedio dei Sasanidi, il santuario entrò a far parte dell’ampliamento delle fortificazioni.

Il Mitreo di Dura Europos è un’importante testimonianza del culto di Mitra, una religione misterica che si diffuse nell’Impero romano nel I secolo d.C. Il culto di Mitra era particolarmente popolare tra i soldati, che vedevano in Mitra un dio protettore e compagno.
La scoperta del Mitreo di Dura Europos ha fornito agli studiosi informazioni preziose sulla religione, la cultura e la società dell’Impero romano.

A seguito degli scavi moderni, il tempio fu trasportato a blocchi a New Haven, nel Connecticut, dove fu ricostruito (ora in mostra permanente), presso l’università di Yale.
Gli affreschi superstiti, i graffiti ed i dipinti sono di estremo interesse per lo studio della composizione sociale del culto. Le statue e gli altari sono stati trovati intatti, come anche il rilievo tipico di Mitra che uccide il toro, con il dio vestito in “costume orientale”.
Come è tipico per i mitrei nelle province romane dell’Oriente greco, le iscrizioni ed i graffiti sono per lo più in greco, o in palmireno o ebreo ellenizzato.
La parte finale del santuario è poi dotata di un arco con una figura seduta accanto a ciascuna delle due colonne di sostegno. Seguendo la forma dell’arco vi è una serie di rappresentazioni dello zodiaco. Queste due figure sono di tipo palmireno in tutti i loro tratti caratteristici e rappresenterebbero i ritratti dei membri più importanti di quella congregazione tra gli ausiliari romani della provincia di Siria.

Mithra era una divinità venerata in una religione misterica diffusa nell’Impero romano tra il I e il IV secolo d.C. Mitra era raffigurato come un giovane dio che emergeva da una roccia, con un coltello in mano ed un toro sotto i piedi.
Il culto di Mitra era caratterizzato da riti segreti che si svolgevano all’interno di templi sotterranei chiamati Mitrei.
I Mitrei erano tipicamente decorati con affreschi che raffiguravano scene della mitologia mitriaca, tra cui la nascita di Mitra, la tauroctonia (il sacrificio del toro) e il banchetto di Mitra.

Il culto di Mitra scomparve con l’avvento del cristianesimo, che divenne la religione ufficiale dell’Impero romano nel IV secolo d.C. Tuttavia, il culto di Mitra ha lasciato un’eredità duratura nella cultura occidentale.
Simboli mitriaci si possono ancora trovare in alcune opere d’arte e architettura, e alcune festività cristiane, come il Natale, potrebbero avere origini mitriache.

Autore: DMF