ROMA, Ostia Antica. Mitreo delle Terme di Mitra.

Costruito nella prima metà del III sec. in ambienti voltati nei sotterranei delle terme del Mitra, era un Mitreo pubblico, ancor oggi altamente suggestivo.
Il percorso andava dal buio fitto alla luce, con una scaletta che conduceva in un corridoio, poi alla stanzetta del vestibolo, poi la sala della ampia e bassa vasca rettangolare per le abluzioni, con basse arcate laterali, e un nuovo corridoio che lascia intravedere un poì di luce.
Si giunge così all’ampia sala con la statua in marmo del Dio col coltello in mano che si accinge a colpire il toro. La statua è del II secolo, ma è solo un calco dell’originale che è conservato nel museo attiguo.
Si tratta di un’opera splendida, col Dio dal volto giovanile ispirato e sereno, che con l’altra mano solleva il capo del possente toro inginocchiato, e con lo scorpione e il serpente a rilievo sul basamento leggermente iclinato per dare maggiore drammaticità alla scena.
Sul petto del toro è l’iscrizione in greco Kriton di Atene fece, che si riferirebbe allo scultore, oppure al donatore. La statua è disposta su un basamento obliquo, su cui piove dall’alto la luce di un lucernario superiore. Sulla volta sono scavate sei nicchie con le immagini dei pianeti, ovviamente il settimo è Mitra, il sole.
Ai lati i due banconi in laterizio che un tempo dovevano essere ricoperti di marmo, e accanto al Dio due cippi, uno a parallelepipedo rettangolare e l’altro con una piccola piramide, simboli copiati identici dal rituale massonico che molto ha attinto da questo rituale, e che vede nei due cippi il simbolo della materia e della spiritualità (la piramide).

Fonte:
www.romanoimpero.com