ROMA, Ostia Antica. Mitreo delle pareti dipinte.

Il Mitreo delle pareti dipinte, privato ed appartente ad una domus, è stato costruito nella seconda metà del II secolo a.c. in opus incertum e modificato nel periodo augusteo. L’entrata era in Via della Foce, a sud, dove si apre lo corridoio di ingresso. Al centro dell’edificio sono ubicate alcuni ambienti seguiti da una corte con un portico e nel cortile c’è un pozzo in travertino.
Il pavimento è in opus spicatum, le colonne del portico sono fatte di mattoni di tufo con capitelli dei quali alcuni sono stati poi sostituiti da pilastri in mattoni o integrati in pareti di opus vittatum. Nella sala nord e in parte del portico è stato installato il Mitreo, probabilmente installato durante il regno di Marco Aurelio o di Commodo.
La cella è raggiungibile da un angolo del piccolo vestibolo, dove due pareti dividono la cella, di m 14 x 4, in due sezioni. Nei lati corti di ciascuna delle pareti divisorie sono state ricavate due nicchie decorate con marmo. I banconi sono stati costruiti nella sezione interna ed esterna, nel lato verticale dei podi interni ci sono due nicchie di più e il pavimento della sezione interna è stata decorata con piccoli pezzi di travertino.
Nella parte posteriore del santuario c’è un altare con una piccola nicchia in alto in opus vittatum decorato con marmo. Per le decorazioni in marmo è stata riutilizzata un’iscrizione mitraico, di cui solo poche parole restano: SOLI L SEMPRONIV L SEMPRONIV THRONVM THRONVM.
Di fronte l’altare in laterizio è foderato in marmo con rilievi, ritrovato in frammenti. Sul lato frontale è il busto di Sol-Mitra con i raggi, la cui faccia è andata persa. Due fori a mezzaluna all’altezza del collo facevano filtrare da dietro la luce di una lampada posta in una cavità nella parte posteriore. Sui lati erano raffigurati Cautes e Cautopates e di fronte all’altare c’è un piccolo pozzo rotondo con un coperchio di marmo.
Sulla parete di fondo e su una delle pareti divisorie sono dipinti elementi architettonici e piccoli paesaggi su fondo bianco, dal periodo di Antonino. Questi dipinti sono stati coperti da nuove pitture quando il Mitreo è stato installato, ma di questi rimangono solo alcune tracce, forse era raffigurato Mitra che uccide il toro ma di spalle. Sulla parete destra della sezione interna sono dipinti che si riferiscono ai gradi di iniziazione.
Una donna con uno specchio in una mano, mentre l’altra è sulla testa. Alla sua destra è un albero, i rami dei quali si protendono su di lei. E’ il Nymphus, sotto la protezione di Venere.
Una figura maschile con un nimbo, tiene una lancia. E’ il Miles, sotto la protezione di Marte.
A destra di un albero di una figura maschile nuda, con un nimbo, tenendo una torcia accesa. E’ l’Heliodromus, sotto la protezione del Sol.
Tra due alberi una figura maschile con un berretto frigio, che abbassa una torcia accesa. E’ Cautopates, simbolo di Sol
Solo tracce di dipinti sono conservati sulla parete sinistra, tra cui quattro immagini, una con un nimbo, uno con una torcia, e un globo. Altri dipinti, conservati sulla parete destra della sezione vicino all’ingresso, dove in quattro sezioni compare una figura maschile su uno sfondo bianco, probabilmente gli iniziati (Leones).
Nel santuario restano due cippi con iscrizione. Uno di questi menziona una certa A. Emilio Un [—]. L’altra è una dedica di C. Celio Ermeros, che è anche documentato in relazione al culto nel Palazzo Imperiale, nelle iscrizioni da 162 dc:
C(aius) CAE C(AIUS) CAE
LIVS E E LIVS
[R]MEROS [R]Meros
ANTIS Antis
TES H[VI] TES H[VI]
VS LOC[I] VS LOC [I]
FECIT FECIT
S(ua) P(ecunia) S(ua) P(ecunia)

Fonte:
www.romanoimpero.com