ROMA. Il mitreo sotto la Crypta Balbi.

La grande esedra semicircolare, che si trovava contrapposta al teatro ed all’ampio giardino quadradestinata ad ospitare all’interno delle proprie nicchie alcune statue ornamentali, ed era originariadecorata con pavimenti a mosaico e molto probabilmente con fontane o giochi d’acqua. Quest’area era utilizzata come luogo d’incontro dei ricchi romani prima di assistere agli spettacoli teatrali fino a che, intorno al II sec., essa non venne trasformata in una monumentale latrina che correva tutto l’arco, ad utilizzo degli spettatori. È stato anche supposto, vista la vicinanza del Portico di Minucio Porticus Minucia Frumentaria dove avveniva la distribuzione delle razioni di frumento alla popolazione. Le latrine erano aperte ed accessibili anche ai passanti che percorrevano quella che è l’odierna Via dellr Botteghe Oscure.
Intorno al III sec., quando ilculto di Mitra stava vivendo la sua apoteosi, e molti imperatori romani, Commodo, si erano fatti iniziare ai suoi misteri, una delle aule che si trovavano al piano terra venne chiusa ed adibita a mitreo, con l’aggiunta dei banchi laterali e di un altare.
Gli scavi archeologici che sono stati effettuati nell’area, a partire dal 1981, hanno mostrato un ambiente in buono stato di conservazione, con gli altari ed i banchetti ancora in loco, e tracce di affreschi lungo le pareti laterali.
Oggi tutto il materiale rinvenuto è esposto negli attigui locali del Museo.

La parte superiore del bassorilievo rappresentate la tauroctonia, l’unica conservata, mostra il dio nell’atto dell’uccisione del toro. Si distinguono chiaramente, ai due angoli, le effigi del Sole (Helios) e della (Selene). Il marmo presenta tracce di doratura. Il frammento di un personaggio che tiene in alto la fiaccola accesa si identifica in Cautes, uno dei due gemelli cosmici che affiancano Mitra, quello che annuncia l’avvento della luce ovvero l’allungarsi delle giornate all’ingresso della Primavera.
L’altro, Cautopates genere identico, tranne che per la posizione della fiaccola, che è rivolta verso il basso: egli, irappresenta l’avvento dell’oscurità, ovvero l’accorciarsi delle giornate che ha inizio all’ingresso dell’autunno.
Notevole anche una testa di leone, che probabilmente apparteneva alla statuina di Aion, il dio che era una personificazione del Tempo (Kronos), le cui spire avvolgono tutto. Il personaggio, infatti, viene rappresentato completamente avvolto tra le spire di un serpente, che è un elemento di terra. Gli attributi, ovvero la testa leonina, le ali ed il cratere simboleggiano, rispettivamente, gli altri tre elementi il fuoco, l’aria e l’acqua.

Vedi anche: Il Mitreo della Crypta Balbi